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Evasione Iva e Irpef

13Gennaio

Evasione fiscale: no alla confisca per i reati tributari

Cassazione esclude automatismo confisca su evasione IVA e Irpef

Evasione fiscale: no alla confisca per i reati tributari

Non basta aver evaso per vedersi confiscati i beni.

Lo ha deciso la Cassazione.
Sulla base dell’illustrato iter argomentativo, la Corte ha ritenuto di aderire ad un precedente orientamento di legittimità) secondo cui  in tema di misure di prevenzione patrimoniale, il mero status di evasore fiscale non è sufficiente ai fini del giudizio di pericolosità generica che legittima l’applicazione della confisca, considerato che i requisiti di stretta interpretazione necessari per l’assoggettabilità a tale misura sono indicati dagli artt. 1 e 4 del D. lgs. n. 159 del 2011, e concernono i soggetti abitualmente dediti a traffici delittuosi e che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose; requisiti non automaticamente e necessariamente sovrapponibili all’evasore fiscale, in sé e per sé considerato.
per ulteriori informazioni www.lidis.it

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08Aprile

Evasione IVA e IRPEF causa di non punibilità

Più tempo per estinguere il debito tributario per non essere puniti

Evasione IVA e IRPEF causa di non punibilità
Più tempo per estinguere il debito tributario

il Tribunale di Treviso ha sollevato una questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 3 d.lgs. 74/2000.

secondo il Giudice tale previsione - e in particolare l'imposizione di un termine rigido di tre o sei mesi per completare l'estinzione del debito tributario, e quindi essere non punibile sarebbe in contrasto con le norme i di cui agli articoli 3 e 24 della Costituzione.

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04Gennaio

Evasione Iva. Assoluzione per crisi di impresa

Ci deve essere il dolo di evadere l'IVA per la condanna

Evasione Iva. Assoluzione per crisi di impresa

In tema omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, la giurisprudenza di legittimità ha affermato la necessità che risulti il soggetto obbligato al pagamento abbia adottato tutte le iniziative per corrispondere al pagamento e che la crisi di liquidità non sia allo stesso imputabile, per renderlo esente da responsabilità per insussistenza del profilo soggettivo del reato. Peraltro in seguito la giurisprudenza ha sottolineato la necessità che venga esaminata la sussistenza (e nel caso di misure cautelari reali, per la sussistenza del fumus delicti) dell’elemento psicologico del reato, costituito dal dolo della condotta omissiva tipizzata (pagamento del debito IVA nei termini previsti dalla legge) che non può che esigere quale presupposto l’esistenza concreta della possibilità di adempiere il pagamento.

Per info www.lidis.it 

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04Ottobre

Depenalizzazione Infedele dichiarazione, Evasione IVA, IRPEF e Ritenute anche per il passato.

Reati tributari e fiscali depenalizzati: le nuove previsioni.

Depenalizzazione Infedele dichiarazione, Evasione IVA, IRPEF e Ritenute anche per il passato.

Il Governo ha varato in via definiva la riforma dei Reati Tributari.

La novità rispetto alle bozze di decreto circolate in precedenza è l'applicazione delle nuove norme, in base al principio del favor rei, anche al passato.

 

Per quanto concerne la dichiarazione infedele la rilevanza penale si avrà nel caso l’imposta evasa sia superiore a 150 mila euro (invece dei 50 mila euro precedenti), mentre il valore imponibile passa a tre milioni di euro (il limite precedente era pari a 2 milioni di euro).

Le nuove norme prevedono inoltre l’esclusione dei costi indeducibili qualora siano reali, gli errori sull’inerenza e quelli sulla competenza, ed inoltre per quantificare l’imposta si farà riferimento all’imposta effettiva (pertanto verrà considerata l’imposta dovuta al netto delle perdite).

 

In caso di omessi versamenti di ritenute d'acconto la rilevanza penale si avrà al superamento di 150 mila euro, e le omissioni non devono più risultare dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, visto che è sufficiente che siano dovute in base alla dichiarazione.

In caso di omessi versamenti Iva, la rilevanza penale passa da 50 mila a 250 mila euro.

 

Le pene per gli altri reati sono però innalzate: l’omessa presentazione della dichiarazione comporta una reclusione da un anno e sei mesi fino a quattro anni; la mancata presentazione della dichiarazione di sostituto di imposta comporterà invece una reclusione fino a tre anni. Innalzamento anche per l’indebita compensazione: per chi non verserà le somme dovute utilizzando in compensazione crediti non spettanti per un importo superiore a 50mila euroè la reclusione prevista da sei mesi fino a due anni. Nel caso di condanna per uno dei delitti previsti dal decreto, è prevista la confisca dei beni che sono stati profitto del reato.

 

Per ulteriori informazioni Studio Legale Penale-Avvocato penalista Roma

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