SITO WEB IN ALLESTIMENTO
28Dicembre

Hanno violato il tuo marchio? ecco cosa fare

scopri cosa fare se hanno violato il tuo marchio o i tuoi segni industriali

Hanno violato il tuo marchio? ecco cosa fare
mi copiano il marchio cosa fare Ti hanno copiato il marchio e vuoi sapere cosa fare? Oggi puoi avere soddisfazione. Rivolgiti agli avvocati specializzati www.lidis.it
26Dicembre

vuoi far annullare il sequestro?

chiedi all'avvocato di cassazione come far annullare il sequestro e la confisca

vuoi far annullare il sequestro?
Reati informatici annullato sequestro Il sequestro di siti internet deve essere attentamente motivato. Lo ha stabilito il Tribunale del riesame per le misure cautelari di Roma in relazione ad un sito internet che riproponeva contenuti protetti dal diritto d'autore. L'avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito, dello Studio legale di Roma, Sarzana e Associati, immediatamente dopo l'azione di sequestro aveva presentato ricorso per conto del portale. Nel decreto del GIP si manifestava la violazione di un principio che la Corte di Giustizia UE ha ribadito in almeno due sentenze - casi Bestwater e Svensson. Ovvero che la pubblicazione di link o l'integrazione (embedding) di contenuti provenienti da YouTube, sebbene pirata, è lecita. Il tribunale del riesame 

Pubblicato in Sequestro Preventivo, Conservativo, Probatorio

18Dicembre

reati informatici e privacy

chiedi all'avvocato di cassazione cosa fare sui reati informatici

reati informatici e privacy
Privacy e dati sanitari. Il Reg. UE 2016/679 all’art. 9 par. 1 (“è vietato trattare dati personali che […] nonché trattare dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute […]”) pone l’espresso divieto di trattamento dei dati sanitari in quanto dati riconducibili direttamente all’identità del soggetto interessato. Tuttavia va evidenziato che trattandosi di una situazione di emergenza sanitaria, il cui obiettivo primario è la tutela della salute del singolo e della collettività, si deve prendere in considerazione il paragrafo 2 dell’art. 9 GDPR con riferimento alla lettera g), h) e i). Questa seconda parte dell’articolo evidenzia che quanto previsto dal precedente paragrafo 1 non possa essere applicato a determinati casi e fattispecie poiché, in questi casi, “il trattamento è necessario per motivi di interesse pubblico rilevante sulla base del diritto dell’Unione o degli Stati membri, che deve essere proporzionato alla finalità perseguita”

Pubblicato in Reati Informatici, Diffamazione via Internet, Pedopornografia online

12Dicembre

Reati fallimentari cosa fare

sei indagato in un reato fallimentare e non sai cosa fare?

Reati fallimentari cosa fare
reati fallimentari accolto ricorso In materia di pene accessorie relative ai reati di bancarotta fraudolenta la Suprema Corte di cassazione, seguendo la migliore dottrina, ha accolto il ricorso dell’avvocato cassazionista, stabilendo che quanto alle pene accessorie, coerentemente a quanto stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 222 del 5 dicembre 2018, che ha dichiarato l’incostituzionalità della durata fissa delle pene accessorie dell’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e dell’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa, prevista ex lege in dieci anni dall’ultimo comma dell’art. 216 I. fall. in relazione alle ipotesi di condanna relativa ai reati di bancarotta fraudolenta ed ha rimodulato, con la suddetta sentenza manipolativa sostitutiva, la formula normativa con il disposto “fino a dieci anni”. Il Collegio ha inoltre stabilito, sempre in materia di ricorso in cassazione relativo a reati fallimentari che debba essere rilevata sia pur d’ufficio l’illegalità della pena, anche di quella accessoria, inflitta sulla base di un dettato normativo divenuto incostituzionale pur in caso di inammissibilità del ricorso. reati fallimentari accolto ricorso Il ricorso in Cassazione è stato dunque accolto con rinvio, spettando al giudice di merito la valutazione dei parametri fattuali ai quali ancorare la determinazione della misura della sanzione accessoria, commisurandola ai criteri indicati dall’art. 133 cod. pen., in ossequio alle indicazioni delle Sezioni Unite che, proprio in relazione al caso delle pene accessorie decennali previste per i reati di bancarotta fraudolenta dichiarate incostituzionali dalla sentenza n. 222 del 2018 Corte cost., hanno così disposto, risolvendo la questione del se la rimodulazione conseguente alla pronuncia di incostituzionalità dovesse comportare la commisurazione delle pene accessorie fisse illegali già disposte alla pena principale applicata, ai sensi dell’art. 37 cod. pen., ovvero la rideterminazione dovesse essere operata dal giudice, nell’ambito dei limiti edittali risultanti dalla nuova formulazione, in base ai criteri di cui all’art. 133 cod. pen.

Pubblicato in Diritto Fallimentare, Bancarotta Semplice e Fraudolenta

<<  1 2 [34 5 6 7  >>  

Resta connesso con Avvocato Penale (.net)

Realizzato in conformità degli artt. 17, 17bis, 19 del Cod. Deontologico Forense e nel rispetto del D.Lgs 70/2003 in materia di servizi della società dell'informazione.

Affiliati:
Mobile:


© Avvocato Penale (.net) | La miglior difesa è l'attacco - Tutti i Diritti Riservati.
P.Iva/C.F.: IT06929901004 - Roma | Studio Legale Montagna