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Reati Finanziari

01Febbraio

Migliore Avvocato Cassazionista

come scegliere il miglior avvocato cassazionista di Roma

Migliore Avvocato Cassazionista
Dott. Carlo Sarzana di S.Ippolito Presidente Aggiunto Onorario della Corte di Cassazione, iscritto nell’albo degli avvocati Cassazionisti, già Presidente dei Giudici delle Indagini preliminari di Roma. Il 24 Luglio 2002 è stato nominato dai Ministri Stanca e Gasparri, componente del Comitato Interministeriale per la Sicurezza Informatica e delle Telecomunicazioni nella Pubblica Amministrazione. Nel Novembre 2003 ha ricevuto l’incarico di Consulente Giuridico per la Sicurezza del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione. Laureato anche in Sociologia, dal 1978 al 1/03 1981 hadiretto l’Ufficio Studi e Ricerche della Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena. Dal giugno 1981 ha diretto l’Ufficio Ricerche e Documentazione e l’Ufficio Monitoraggio della Direzione Generale degli Affari Penali, uffici poi unificati. Nel novembre 1991 passò all’Ufficio Legislativo: nel novembre 1993 venne chiamato alGabinetto del Ministro dove prestò servizio sino al 12 febbraio 1994, data nella quale assunse l’incarico di Presidente Aggiunto della Sezione GIP presso il Tribunale di Roma. E’ stato redattore capo negli anni 79 ed 80 della Rivista “RassegnaPenitenziaria e Criminologica” organo ufficiale dell’Amministrazione Penitenziaria. Ha svolto numerosi incarichi presso il Consiglio d’Europa: in particolare è stato Vice Presidente del Comitato di Espertiper lo studio della criminalità informatica e Vice Presidente delsuccessivo Comitato di Esperti per lo studio degli aspetti procedurali della lotta alla criminalità informatica, Comitati che elaborarono le importanti Raccomandazioni n.R(89) 9 e n.R(95)13. In passato ha diretto due ricerche,finanziate dal C.N.R in materia fallimentare. E’ stato coautore di alcuni dei volumi del Commentarioteorico-pratico alla legge fallimentare diretto da V.De Martino,ed.PEM. E’ autore di numerosi scritti su temigiuridici, sociologici e criminologici e di diritto dell’informatica. Dal 1980 al 2000 ha collaborato con il Ministero della RicercaScientifica quale delegato presso l’OCSE, in numerosi gruppi di lavoro (esperti sul flusso transfontaliero dei dati, esperti per la redazione delle “guidelines” in tema di sicurezza informatica, esperti per la protezione del software,esperti per la tutela della privacy e della sicurezza informatica, esperti per la politica in tema di crittografia,ecc.) Dal 1993 sino al 2000 è stato membro dell Commissione Nazionale

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10Giugno

Reati tributari e fiscali. Come essere assolti con il Ne bis in idem

Evasione fiscale, no a doppio binario secondo la CEDU

Reati tributari e fiscali. Come essere assolti con il Ne bis in idem

La Corte europea dei diritti dell'uomo in una sentenza della metà di maggio del 2017  ha affrontato   il tema dei reati tributari e fiscali e del  ne bis in idem e doppio binario sanzionatorio in materia di violazioni tributarie.

segue su www.lidis.it

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03Ottobre

Reati di riciclaggio, il dolo

il dolo eventuale nel delitto di riciclaggio

Reati di riciclaggio, il dolo

la Suprema Corte di Cassazione ha rilevato che: “la previsione di cui all’articolo 648-bis del codice penale individua quale tipica modalità operativa del riciclaggio la “sostituzione”, cioè la consegna di un bene al riciclatore in cambio di uno diverso”, il cui perfezionamento è necessario per l’integrazione del reato, insieme all’elemento soggettivo del “dolo generico, che chiede la consapevolezza delittuosa dell’oggetto del riciclaggio e la volontà di ostacolare, con una condotta idonea, l’identificazione della provenienza e non richiede alcun riferimento a scopi di profitto o di lucro”.

http://www.lidis.it/diritto-penale

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02Settembre

Reati societari. Come far valere i reati degli Amministratori e membri CDA

Come può il socio denunciare gli amministratori di una società?

Reati societari. Come far valere i reati degli Amministratori e membri CDA

La legittimazione alla proposizione della querela per il reato di infedeltà patrimoniale dell’amministratore spetta non solo alla società nel suo complesso ma anche – e disgiuntamente – al singolo socio, ciò in quanto la condotta dell’amministratore infedele è diretta a compromettere le ragioni della società, ma anche, principalmente, quelle dei soci o quotisti della stessa, che per l’infedele attività dell’amministratore subiscono il depauperamento del proprio patrimonio. Anche il socio receduto è legittimato a proporre querela per il reato di infedeltà patrimoniale dell’amministratore

 

www.lidis.it 

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